07 Dicembre 2019
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INTERVISTA AL COMPONENTE DEL C.R.A. LIGURIA Davide GIAMPETRUZZI

23-04-2019 14:31 - 2018-2019 CRA News
- Davide, raccontaci la motivazione che ti ha spinto a diventare arbitro di calcio.

Ho iniziato a giocare a calcio da piccolo, quindi, anche quando ho smesso di praticarlo e mi sono dedicato ad altre attività, ho sempre avuto la passione per questo sport.
Un giorno, coinvolto da degli amici che facevano parte dell’Associazione, spinto dalla curiosità di un ruolo diverso, un ruolo che ti pone al centro del campo e ti conferisce delle responsabilità in cui bisogna cercare di sbagliare il meno possibile, ho deciso di provare ad arbitrare anch’io.
Poi, con il tempo, ho rivalutato la mia posizione iniziale e mosso da una grande passione, motivazione e voglia di arrivare, mi sono messo in gioco puntando alle categorie superiori.


- Invece, nel corso della carriera arbitrale, qual è stata la tua più grande soddisfazione?

In qualità di arbitro quella di aver vissuto, soprattutto a livello nazionale, momenti con dei colleghi che mi hanno lasciato tanto sia dal punto di vista tecnico che umano permettendo di arricchirmi e di stringere forti legami ed amicizie.
Come Dirigente, invece, la mia più grande soddisfazione è quella di avere la credibilità, frutto delle esperienze a livello nazionale, e il rispetto da parte del mio organico, che vede in me una persona chiara ed obiettiva, con cui potersi confrontare, e che fonda il suo lavoro sulla meritocrazia.


- Attualmente ricopri l’incarico di Componente del CRA. In cosa consiste il tuo ruolo?

Sono Responsabile degli assistenti e il mio lavoro consiste nel far migliorare e nel selezionare l’organico. In particolare, il mio compito consiste nel far in modo che ogni singolo assistente possa sfruttare al massimo le proprie potenzialità aiutandolo nella risoluzione e nel superamento dei propri limiti.
Inoltre mi occupo della programmazione delle designazioni che vengono assegnate sulla base delle risultanze dimostrate, non solo in campo, ma anche durante i raduni con i test scritti ed atletici, cercando di gratificare chi si distingue per capacità e volontà con partite di categoria superiore.


- In relazione al ruolo che attualmente ricopri, quali sono gli obiettivi che ti sei proposto per questa Stagione Sportiva?

Dal punto di vista dell’organico, l’obiettivo è quello di far raggiungere alla maggior parte degli assistenti, attraverso una corretta metodologia di lavoro, un certo standard qualitativo-tecnico per essere impegnati nel massimo Campionato ligure.
Come obiettivo personale, invece, cerco di accumulare maggiore esperienza e ampliare le conoscenze al fine di consolidarmi nel ruolo di Responsabile degli assistenti.


- E gli obiettivi per la prossima Stagione Sportiva?

L’obiettivo è quello di migliorare ogni Stagione Sportiva facendo frutto dell’esperienza degli anni precedenti, apportando migliorie nella metodologia di lavoro, ma soprattutto mettendomi in discussione. Ogni anno si parte da zero, tutto quello che si è fatto prima è solo la base su cui costruire in quanto i risultati si ottengono a fine Stagione.


- Che cosa consiglieresti agli arbitri, agli assistenti e agli osservatori che aspirano a raggiungere il livello nazionale?

Darei tre consigli.
Il primo è quello di farsi trovare pronti, fin dall’inizio della Stagione Sportiva, ogni volta che si viene chiamati dall’Organo Tecnico per svolgere un qualunque compito.
In secondo luogo, suggerirei di non pensare al grande salto, ma di svolgere l’attività attraverso la politica dei “piccoli passi”, lavorando di giorno in giorno per cercare di raggiungere l’obiettivo immediatamente successivo che ci si è prefissati.
Infine, consiglierei di vivere con passione ogni singolo momento che riguarda l’arbitraggio in quanto l’A.I.A. restituisce non solo in termini tecnici, ma anche e soprattutto umani. Arbitrare è una cosa bella, ma se la condividiamo anche con qualcun altro lo è ancora di più.


A cura di Manuela Sciutto




Fonte: Manuela Sciutto

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