23 Settembre 2020
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INTERVISTA AL COMPONENTE DEL CRA LIGURIA Franco PIU

12-08-2020 13:00 - 2020-2021 CRA News
A cura di Manuela Sciutto

- Franco, raccontaci la motivazione che ti ha spinto a diventare arbitro di calcio.

La mia grande passione per il giuoco del calcio mi ha spinto a cercare un modo diverso di viverlo e di praticarlo. Alcuni miei amici erano arbitri e mi hanno proposto di frequentare il corso, così sono entrato a far parte della Sezione di Genova.


- Nel corso della carriera arbitrale, qual è stata la tua più grande soddisfazione?

In qualità di osservatore, la mia più grande soddisfazione è stata quella di entrare a far parte dell’organico della CAN 5, e, in particolare, di essere designato per le finali di scudetto e le finali di Coppa Italia.
Invece, come arbitro, ogni partita, di qualunque categoria fosse, l’ho sempre vissuta come se si trattasse di una finale.


- Attualmente ricopri l’incarico di Componente del CRA, raccontaci del momento in cui hai appreso notizia della tua nomina.

Quando ho ricevuto la telefonata del Presidente Fabio Vicinanza che mi proponeva di entrare a far parte della sua squadra, ho vissuto questo momento con ansia perché, per poter accettare l’incarico, avrei dovuto congelare un anno alla CAN 5, ma anche con grande entusiasmo in quanto la proposta di Fabio mi avrebbe dato l’opportunità di intraprendere una nuova avventura.


- In cosa consiste il tuo ruolo?

Sono il Componente Responsabile del Calcio a 5, pertanto, in qualità di Organo Tecnico, mi occupo di formare, di designare e di selezionare gli arbitri.


- In relazione al ruolo che attualmente ricopri, quali sono gli obiettivi che ti sei proposto per questa Stagione Sportiva?

Uno dei principali obiettivi sarà quello di reclutare colleghi che abbiano piacere di provare ad arbitrare il Calcio a 5 fornendo nuovi stimoli e nuove conoscenze.
Inoltre, fondamentale sarà la continua formazione e il costante coinvolgimento dell’intero organico mantenendo alto il livello tecnico.
Il mio compito non sarà certo quello di essere un giudice, ma un formatore. Io sono lì per gli arbitri e per gli osservatori, per fornire loro gli strumenti necessari affinché lavorino proficuamente e riescano a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati.


- Che cosa consiglieresti agli arbitri, agli assistenti e agli osservatori che aspirano a raggiungere il livello nazionale?

Agli arbitri consiglierei di studiare in modo approfondito il Regolamento, di allenarsi costantemente per avere una buona preparazione atletica e di applicarsi con intelligenza, tenendo alta la concentrazione durante tutto lo svolgimento della gara.
Invece, agli osservatori consiglierei di mettersi in gioco non come giudici, ma come formatori.


Fonte: craliguria.it

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