21 Agosto 2019
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INTERVISTA AL COMPONENTE DEL C.R.A. LIGURIA Roberto GANDINI

10-06-2019 12:55 - 2018-2019 CRA News
- Roberto, raccontaci la motivazione che ti ha spinto a diventare arbitro di calcio.

Mi ritengo una persona innamorata del gioco del calcio. Ho praticato questo sport fin da bambino, ma non avrei mai pensato di intraprendere l’attività di Arbitro nonostante alcuni miei amici fossero già associati della Sezione di Chiavari.
Nel luglio del 1997 la persona a me più cara, Micaela, promettente Arbitro, rimase vittima di un tragico incidente stradale. Fu in seguito a quell’episodio che, insieme a suo fratello Manolo, ancora oggi Arbitro di Calcio a 5 in forza al CRA Liguria, decidemmo di iscriverci al corso Arbitri per portare avanti il sogno di una ragazza così giovane svanito troppo presto.
Una volta entrato a far parte dell’Associazione ho capito subito che questo era il mio mondo.


- Invece, nel corso della carriera arbitrale, qual è stata la tua più grande soddisfazione?

Ho avuto la fortuna di girare l’Italia per otto anni e partite, più o meno importanti, ne ho dirette molte. Quella che più è rimasta impressa nei miei ricordi è stata una gara amichevole tra il Sestri Levante e la Sampdoria, allora militante in Serie B. Lo stadio era gremito, la festa era grande e mio padre era in tribuna. Quella è stata l’unica partita da me diretta alla quale lui abbia assistito.
Sotto il profilo “dirigenziale”, invece, la mia più grande soddisfazione è stata quella di ricoprire, per sei anni, l’incarico di Presidente della Sezione di Chiavari. Un ruolo questo, per il quale ho speso notevoli energie, ma che mi ha sempre regalato infinite gioie. Vedere un ragazzino al corso che dopo poco tempo raggiunge il livello nazionale è motivo di grande soddisfazione e ti ripaga pienamente del lavoro che è stato fatto.


- Attualmente ricopri l’incarico di Componente del CRA. In cosa consiste il tuo ruolo?

Attualmente ricopro l’incarico di Vice Presidente e mi occupo principalmente delle designazioni della categoria Promozione. Inoltre collaboro per l’organizzazione di raduni e di stage periodici.


- In relazione al ruolo che attualmente ricopri, quali sono gli obiettivi che ti sei proposto per questa Stagione Sportiva?

Non ho obiettivi personali, ma di squadra.
Ho la fortuna di “lavorare” con persone che hanno notevoli competenze tecniche e grandi doti umane. L’obiettivo che il nostro gruppo si è prefissato fin dall’inizio della Stagione è quello di spendere ogni energia per il bene dei nostri ragazzi. Tutto il nostro lavoro è finalizzato alla loro crescita, affinché possano levarsi le soddisfazioni che meritano.


- E gli obiettivi per la prossima Stagione Sportiva?

Nel caso fossi riconfermato, l’obiettivo rimane sempre lo stesso: lavorare il più possibile affinché i nostri ragazzi abbiano a disposizione la maggior quantità di strumenti di crescita.


- Che cosa consiglieresti agli arbitri, agli assistenti e agli osservatori che aspirano a raggiungere il livello nazionale?

Consiglierei loro anzitutto di imparare a godersi il viaggio senza troppe pressioni ed ansie, di non abbattersi se non arriva la designazione sperata o se la valutazione ottenuta in una gara non è quella auspicata.
L’arbitraggio è una scuola di vita, ti insegna tanto, ma devi anche avere voglia di imparare e per imparare, come a scuola, servono solo due cose: sacrificio ed impegno.
Condividere con qualcuno il viaggio lo fa sembrare meno pesante ed è per questo che consiglio ai ragazzi di fare gruppo, di confrontarsi, perché solo attraverso il confronto si cresce molto di più che attraverso la didattica. Fidatevi di chi vi accompagna in questa avventura (OA –OT), non invidiate i successi dei colleghi, ma pensate a come ottenerli anche voi.


A cura di Manuela Sciutto


Fonte: Manuela Sciutto

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