16 Luglio 2019
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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL C.R.A. LIGURIA Fabio VICINANZA

18-06-2019 13:22 - 2018-2019 CRA News
- Fabio, raccontaci la motivazione che ti ha spinto a diventare arbitro di calcio.

Ho giocato a calcio fino all’età di 22 anni, poi ho smesso perché non mi riconoscevo più in un mondo dilettantistico nel quale spesso gli interessi economici prevalgono su altri valori.
All’epoca, mio papà faceva il barbiere e da lui era solito recarsi un certo Maurizio Viazzi. Così capitava che mio padre mi parlasse di questo suo cliente e di ciò che faceva in ambito arbitrale. Quei suoi racconti uniti alla sfida di chi, davanti alla mia idea di frequentare il corso, mi diceva: “tu non hai le qualità per poter essere un arbitro”, sono stati la luce che mi hanno indicato il cammino per entrare in questa realtà, iscrivendomi così al corso all’età di 24 anni.


- Invece, nel corso della carriera arbitrale, qual è stata la tua più grande soddisfazione?

Fortunatamente ho avuto una carriera ricca di soddisfazioni, perché, pur iniziando in tarda età, sono riuscito a raggiungere traguardi importanti.
Questo è accaduto grazie a chi ha creduto in me fin da subito: Giovanni Burastero, il mio primo Presidente sezionale, e, soprattutto, Claudio Pieri, che mi ha permesso di approdare nel mio cammino a livello nazionale nonostante l’età e un’esperienza che inevitabilmente difettava per il numero delle partite arbitrate e delle situazioni di campo vissute.
La mia soddisfazione più grande è “oggi” quella di poter vivere questo presente e di essere qui a ripercorrere un cammino che, da arbitro, mi ha portato in Serie C e, da assistente, in Serie A. In seguito, in qualità di dirigente, mi ha portato a ricoprire l’incarico di Presidente di questo Comitato Regionale.


- Attualmente ricopri l’incarico di Presidente del CRA. In cosa consiste il tuo ruolo?

Il mio ruolo è alquanto vasto e complesso.
In breve, consiste in un’attività tecnica/formativa/istituzionale che investe principalmente gli associati a disposizione dell’Organico Tecnico Regionale, ma anche quelli sezionali, attraverso il coordinamento e il confronto con i sette Presidenti delle Sezioni liguri senza mai tralasciare i rapporti e gli indirizzi impartiti dai vertici nazionali e da quelli di vicinato con la Lnd Regionale.


- In relazione al ruolo che attualmente ricopri, quali sono gli obiettivi che ti sei proposto per questa Stagione Sportiva?

Ritengo fondamentale il lavoro di squadra che significa non solo confronto e condivisione, ma anche assunzione di responsabilità.
L’obiettivo è sempre stato solamente uno: “lavorare per il bene degli associati e dell’Associazione”, nel rispetto delle persone, ma anche dei ruoli.
Ritengo che, al di là degli inevitabili errori che ognuno di noi possa commettere nel corso di un qualsiasi cammino, lo spirito sia sempre stato questo, non solo da parte mia, ma anche dei Componenti e dei Collaboratori del Comitato Regionale Ligure.


- E gli obiettivi per la prossima Stagione Sportiva?

Al 30 giugno concludo il mio quarto anno di presidenza.
Ritengo sia un periodo congruo affinché possa essere giudicato un lavoro nel suo complesso. Da parte mia c’è la certezza di aver lavorato costantemente per il “bene” di tutti, con un confronto di squadra che ha investito tutti coloro che hanno creduto in determinati valori.
È stata creata una squadra, ma soprattutto una metodologia di lavoro che fa della chiarezza, della trasparenza e del rispetto, il suo perno principale.
Se il Comitato Nazionale e i Presidenti Sezionali vorranno darmi ancora fiducia io ci sono e sto già lavorando per il futuro, com’è giusto che sia.
Gli obiettivi sono sempre gli stessi: “lavorare per il bene di tutti guardando al presente, ma costruendo in un’ottica futura”.


- Che cosa consiglieresti agli arbitri, agli assistenti e agli osservatori che aspirano a raggiungere il livello nazionale?

Consiglierei di unire all’umiltà tanta determinazione e voglia di fare.
Per affrontare un percorso “nazionale” bisogna avere la capacità di “ascoltare” veramente i consigli di chi ne conosce la strada.
Non esistono scorciatoie per arrivare in cima, ma solo tanta voglia di lavorare costantemente su sè stessi a 360 gradi. Occorre concentrare le proprie energie sugli obiettivi che si vogliono raggiungere ed avere la capacità di mettersi in discussione. Occorre trovare il corretto mix di autostima e autocritica.


A cura di Manuela Sciutto


Fonte: Manuela Sciutto

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